Helicopter money

 

A Milano, la cerchia delle mura spagnole è stato uno dei pochi luoghi in Italia dove il NO ha vinto. In tutta la città la differenza tra NO e SI' è stata minima. 

Questi risultati confermano, ancora una volta, che la città di Milano resta, in Italia, una delle poche città europee, che reagisce alle ondate populiste, sia di destra che di sinistra. Naturalmente, tutto questo avviene per ragioni storico-sociali e non per iniziativa di gruppi o partiti. I gruppi e i partiti della democrazia liberale (parlo di +Europa, Azione, Italia Viva ecc) sono politicamente inesistenti e rifiutano una qualificazione culturale che dia loro una chiara impostazione politica: si riuniscono dietro volenterose signore, non votano documenti, organizzano micro manifestazioni, sono fortemente gelosi tra loro e non riescono a caratterizzare realmente nulla nella città. D'altronde, personaggi di vario genere cercano di sfruttare eventuali possibilità per essere eletti da qualche parte, non importa quale, pur di avere una poltroncina sulla quale agitarsi paraplegicamente. Una volta eletti scompaiono nella farragine disorganizzativa e, privi di una vera identità politica, si perdono dietro a loro modeste vanità: si sommano dunque il peggio della tradizione pannelliana e di quella massonica.

Peccato, perché a Milano, ma probabilmente in tutta Italia, ci sono ancora persone serie e volenterose come ha dimostrato il 30% degli elettori del referendum votando NO senza l'indicazione dei partiti che avevano tutti, tranne +Europa, votato SI' in Parlamento e dato indicazione di votare SI' agli elettori.

La nascita di un partito o, più semplicemente, di una forza politica che si ispiri ai principi di Weber, di Popper, di Keynes è ancora lontana e, frequentando queste specie di assemblee affollate alla presidenza ma scarse nel pubblico, ho sentito evocare Keynes come un comunista, Weber come società produttrice di BBQ e Popper come una sostanza stupefacente che esalta i piaceri del rapporto sessuale. 

Questo non avviene solo in Italia, per la verità, anzi è il contagio delle difficoltà ideali e politiche di tutto il mondo occidentale e, in particolare, degli Stati Uniti: le elezioni per la presidenza USA saranno fondamentali per la tenuta corretta del mondo democratico, così com'è stata devastante, a suo tempo, l'elezione di Trump, il quale minaccia, ed è il fatto più grave dei giorni nostri, di non andarsene se non in seguito a una guerra civile.

Per quanto riguarda l'Italia, marginale in tutta questa situazione e ormai sudamericanizzata, per quanto riguarda l'Italia, dicevo, sono urgenti due fatti politici che qui sottolineo in estrema sintesi: primo, la scomparsa rapida e senza rimpianto del M5S con le loro clientele omofile, secondo, la fusione federale dei gruppi di democrazia laica e radicale per la costituzione di una formazione autonoma non moderata solo sui problemi della libertà ma strettamente collegata coi problemi del progresso scientifico.

Probabilmente, una forte iniezione di epistemologia nella nostra società, capisco che non capiscano ma bisogna che capiscano, cioè della filosofia della scienza, "la disciplina che oltre ai fondamenti e ai metodi delle diverse discipline scientifiche si occupa anche delle implicazioni filosofiche" e politiche di tali scoperte, potrebbe farci recuperare uno stadio di civiltà più accettabile. Per quanto mi riguarda, 81 anni, tutto è per me come compilare la Settimana Enigmistica, ma il discorso vale per i più giovani, educati e ormai abituati a vivere di pensioni e sussidi, sperando che il mondo della telematica e dell'intelligenza artificiale li liberi da quel noioso e angustiante impegno chiamato lavoro. 

Era la stessa ambizione delle civiltà classiche (Greci e Romani) che si dedicavano allo studio e alla poesia, ma in piccolo numero (cerchia delle mura spagnole) ma la maggior parte sperava che lo stato (INPS), gli schiavi (migranti), sinedri vari (Intelligenza artificiale) eccetera dessero loro quei famosi panem et circenses, cioè helicopter money.

Ci sono due capi politicamente lucidi, Bonino e Della Vedova. C'è un capo più confuso e irritabile ma molto presente sui media, Calenda. C'è un capo ormai esperto e con un piccolo elettorato consolidato, Renzi. Ci sono capi come Carfagna, Brunetta e Bergamini che sono stanchi di stare in una destra reazionaria. Ce ne sono tanti altri. Si tratta di togliere la parola "capo" e di vedere in quale modo si può organizzare una forza politica, non dico ancora partito perché questo istituto è previsto dalla Costituzione, attaccato all'Europa e dando una spinta forte all'europeismo non nelle dichiarazioni ma nei fatti: unità della produzione energetica, unità  nell'organizzazione del diritto, unità dei centri studi e delle università, unità delle strutture sanitarie e farmaceutiche con sistemi telematici, unità delle comunicazioni telematiche, unità...insomma, a poco a poco, voi lo sapete, di tutto.

G.P.



Commenti

  1. La Storia si ripete. Dalla decadente civiltà di Roma, difesa fino alla sua morte dal barbaro Ezio, ne uscirono secoli bui. Oggi, a noi, i giorni bui della diseducazione popolare, cioè del populismo spesso fanatico. Speriamo nella volonta di lucide ed energiche risorse politiche, al fine di ritrovare la consapevole necessità di evolvere al meglio e non verso questa attuale barbarie.

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